La voce è molto più di un semplice strumento di comunicazione. Il suono che produciamo è il ponte fra il nostro mondo interiore e quello esteriore.
Nella penultima puntata della terza stagione di Link in Podcast, sono stata intervistata dalla voce di Sara Infante e quella di Ivan Scudieri per esplorare il rapporto profondo tra voce, crescita personale e comunicazione.
Questa puntata si è trasformata in una riflessione sul valore dell’ascolto, sul peso del giudizio, sulle crisi come opportunità di evoluzione e sull’importanza di allenare tanto ciò che diciamo quanto il modo in cui scegliamo di dirlo.
Imparare ad ascoltare la nostra voce senza giudizio significa, prima di tutto, conoscerci profondamente.
Ti invito ad ascoltare la puntata ma di seguito vorrei lasciarti per iscritto alcune domande e risposte che mi sono state rivolte dalla community di Link in Podcast attraverso le voci di Sara ed Ivan che ringrazio molto per l’energia con la quale hanno condotto questa puntata, per l’amore che mettono in tutto questo e per l’accoglienza calorosa che la loro voce è stata in grade di creare.
Grazie di cuore anche ad Andrea Girardi, allievo e mentore contemporaneamente, per aver richiesto fortemente una puntata Link in Podcast con la mia voce. ♥️
Rompiamo il ghiaccio con: “Chi è Ambra Rockess?”
Ambra Rockess è una donna con immensa voglia di vivere, di crescere, di sorridere, di parlare e di cantare.
Sono una Vocal Coach che lavora principalmente con le voci di chi ha valore da offrire:
professionisti e professioniste che parlano in pubblico, in video, lavorano con la voce e vogliono farlo con più sicurezza e con più presenza con tecnica e strategia.
Sono anche una cantante, autrice e comunicatrice e attrice vocale.
Insomma, lavoro dove ci sono parole, intenzioni ed emozioni da trasmettere.
Sono anche una persone molto, molto ironica. Mi piace vivere con leggerezza che non vedo mai come superficialità.
ROBERTA DELL’ALI chiede:
- Gli aspetti critici e comuni che hai individuato nei tuoi percorsi di vocal coach (e un consiglio valido per tutt)
Tanta paura del giudizio da parte di clienti e soprattutto da parte di colleghi: l’ansia da prestazione deriva soprattutto da questo.
Un lavoro sul nostro approccio alla voce grazie alle tecniche di mindfulness è essenziale per me. Per questo studio anche Psicologia Positiva oltre alla voce.
Spesso ci sono blocchi mentali molto importanti che la voce ti aiuta a sbloccare solo in parte. In quel caso è ovviamente mio dovere indirizzare la persona al professionista giusto. Capita raramente perché seleziono con cura prima le persone che affianco ma può capitare, ovviamente.
LETIZIA DE ROSA chiede:
- Hai un’energia pazzesca, sei solare, coinvolgente, piena di vita, dolce. Qual è il tuo segreto? Dai raccontaci qualche mini chicca 🤩
Innanzitutto canto e questa è una cura a tutti gli effetti – soprattutto quando lo faccio sul palco, per me è una ricarica di energia che non è eguali.
Poi, vivo circondata da gatti che per me sono maestri di vita assoluti, scoperti tra l’altro molto tardi, avevo 28 anni quando mi sono lasciata ammaliare da una gattina di nome Penny.
Dulcis in fundo, ho un marito con il quale collaboro anche nel lavoro e a lui devo gran parte della mia serenità quotidiana.
E poi pratico la mindfulness – che è stata la mia salvezza contro la f.o.m.o. – e lo faccio con le frequenze speciali che la musica ci regala. Un esempio qui sotto.
- Quali sono stati i momenti principali in cui hai capito quale direzione dare alla tua carriera?
te lo dico metaforicamente: ho abbassato il volume della musica che rimbombava nelle mie giornate, ho rallentato un po’ e ho ascoltato ciò che avevo dentro. Diciamo che dopo i 30 inizi a farti domande sul futuro e lì la direzione viene quasi da sola.
- Conta di più “come comunicare” o“cosa comunicare”? Una buona comunicazione potrebbe essere a volte non etica, manipolare, e non trasmettere un contenuto davvero di valore. Che ne pensi?
Tocchi un tasto molto dolente perché con le competenze che ho oggi, ogni tanto ripenso a situazioni passate e dico “hey, ma qui sono stata manipolata per bene eh”. Ovviamente per me conta tantissimo COME lo dici ed è anche un dato di fatto: oggi vince chi comunica meglio.
Ma spesso anche persone con cattive intenzioni possono essere brillanti oratori ed è per questo che per lavorare con me c’è un questionario di candidatura. Se non scansiono prima la tua voce (e con essa le tue intenzioni) tu con me non ci lavori! 😛
RAFFAELE DE GIASI chiede:
- Come mai, secondo te, all’interno dell’identità di un brand (come anche personale) si continua a sottovalutare l’impatto che può avere il “suono”?”
Non sarà una verità assolutamente ma è una delle verità che potrei dirti: spesso manca la consapevolezza alla base. Spesso non sentiamo perché non abbiamo abbastanza riferimento. Uno degli approcci che ogni tanto adotto in sessione è la pratica negativa. Se sento un “difetto” nella tua voce, ad esempio, vai troppo veloce e mangi le parole – io ti faccio parlare ancora più veloce finché tu stesso non senti sulla tua pelle il difetto. È un processo che ha bisogno di tempo ma per alcune persone funziona tantissimo. Perché sentono qualcosa che prima non riuscivano a sentire.
Per il resto… Mi preoccupo di creare tanti contenuti per diffondere quanta più consapevolezza possibile perché lavorare sulla voce sblocca una reazione a catena sulla tua vita.
ANDREA GIRARDI chiede:
- Io con te ci ho lavorato e ti chiedo: ma tu sei consapevole di cosa vendi in realtà? Vocal coach è riduttivo come definire semplice succo d’uva una bottiglia di Barolo.
Tu raggiungi livelli di eccellenza e opportunità ben oltre il semplice lavoro di vocal coach
Eheheh Girardi sei un poeta per me – da ποιέω (poiéō) che significa “fare”, “creare”, “produrre” o “comporre” – nel senso che sei capace di creare.
Andrea ha iniziato un percorso con me e la realtà dei fatti è che pensavamo di lavorare sulla voce ma in realtà si sono create delle nuove connessioni sinaptiche che hanno a loro volta creato nuove possibilità e questo a me ha emozionato tantissimo oltre al fatto che mi sento onorata di essere stata scelta da Andrea come sua Vocal Coach che però a quanto pare è riduttivo.
La voce tocca corda che non sempre ti aspetti ma sei pronto ad ascoltare e le accogli, diventa davvero un super potere.
E ovviamente la bellezza del suo percorso è che è stato anche mio perché Andrea è un maestro quindi ho preso e continuo a prendere davvero moltissimo da lui e dalla sua voce.
DALILA BELLOMETTI chiede
che formazione è necessaria per diventare una vocal coach e in che modo lavori sulla voce se durante il processo escono emozioni forti alle quali la persona è impreparata?
Non esiste un percorso univoco per diventare Vocal Coach.
Molti dei miei colleghi fanno oggi questo lavoro con percorsi totalmente differenti dal mio.
Io ho iniziato molto piccina con la musica: avevo 11 anni quando scrivevo le mie prime canzoni. Ho iniziato a studiare poco dopo il pianoforte e subito dopo canto. Viaggiavo da sola per andare a fare le lezioni e questo mi ha permesso di crescere un po’ più in fretta delle mie coetanee. Ho fatto tanta, tanta, tanta ma taaaaanta gavetta come cantante e come cantautrice e nel frattempo ho studiato dizione, prosodia e recitazione, doppiaggio, public speaking, e dal 2024 ho iniziato a frequentare la scuola d’altissima formazione che ha poi cambiato ogni cosa e mi ha dato la direzione giusta: un approccio scientifico alla voce. Sono attualmente in formazione per diventare VES Vocal Trainer. Studio anche Psicologia della Voce, Psicologia positiva e tecniche di mindfulness per il Public Speaking.
Quanto alle emozioni forti: io studio la voce secondo un approccio fisiologico, biomeccanico e mentale ma ovviamente le mie competenze hanno dei limiti.
Se questi limiti vengono superati, il mio dovere è fermarmi e consigliarti un professionista adatto alla condizione specifica. Porto nelle mie sessioni anche alcune tecniche di Mental Coaching proprio perché voce e mente si rincorrono continuamente e voglio avere una formazione quanto più completa possibile ma ovviamente ci sono sempre dei limiti da tenere in considerazione. Quando li vedo arrivare, ci fermiamo.

DENIS LORIGGIOLA chiede
- come sei arrivata a fare quello che fai oggi? In passato hai avuto qualche crisi d’identità e come l’hai affrontata?
Crisi di identità ne ho una al minuto perché mi piace crescere continuamente. Vivo in un perenne stato di ‘disagio’ positivo, quello che mi porta a non accontentarmi mai.
Provo sempre ad alzare l’asticella: quando imparo cose nuove ho sempre quella sensazione di non sapere, di non conoscere abbastanza, di non arrivare mai e questo fa bene perché ti mette nella condizione di crescere e crescere ancora…Io amo la filosofia orientale dello SHOSHIN cioè l’importanza di approcciarti ad un argomento – anche quando lo conosci – con una mente aperta, come quella di un bambino, e pronta per essere arricchita di novità e nuovi modo di vedere le cose.
Nella vita ho fatto diverse cose: mi sono laureata in Lingue e Comunicazione, ho lavorato 5 anni alla Reception di un Ostello (adoro!) – ho lavorato come Social Media Manager e Strategist. Questa varietà di ruoli mi ha permesso di conoscermi, di crescere e anche di misurarmi un po’ con i vari contesti e varie relazioni. Studiavo la voce anche quando non sapevo di farlo.
Sono arrivata a fare quello che faccio oggi perché ho dato più ascolto alle mie soft skills piuttosto che alle competenze che trovi in un semplice corso.
Lavoravo come Content Creator e i miei clienti mi chedevano consigli per parlare meglio… Quello è stato il primo segnale tanti anni fa che forse, forse avevo la stoffa per aiutare le persone a migliorare la propria voce. E quindi eccomi qui, signore e signori!
Ascolta la puntata e fammi sapere cosa ne pensi 😉



